Il Lazio non è solo templi, ville e necropoli: è anche foreste che esistono da prima che l’uomo imparasse a costruire, e una costa dove mare e montagna si incontrano in un equilibrio protetto da quasi un secolo. Il gruppo Natura raccoglie tre luoghi che raccontano un lato meno noto della regione, ma altrettanto riconosciuto a livello internazionale: due antiche faggete, patrimonio UNESCO dal 2017, e un parco nazionale che è stato tra i primi al mondo a diventare Riserva della Biosfera.
La Faggeta vetusta del Monte Cimino, sopra Soriano nel Cimino, e la Faggeta di Monte Raschio, a Oriolo Romano, fanno parte del sito seriale UNESCO “Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d’Europa“: foreste che si sono sviluppate senza interruzione fin dalla fine dell’ultima glaciazione, sopravvissute quasi per caso in un paesaggio profondamente trasformato dall’uomo.
Il Parco Nazionale del Circeo, tra il promontorio che la leggenda attribuisce alla maga Circe e la Selva di Circe, una delle ultime foreste planiziarie d’Italia, è Riserva della Biosfera UNESCO dal 1977: qui, nella Grotta Guattari, fu ritrovato nel 1939 uno dei crani di Neanderthal più importanti mai scoperti in Europa.
Tre luoghi diversi per paesaggio, ma uniti dalla stessa idea: che la natura del Lazio, tanto quanto i suoi monumenti, meriti di essere scoperta e protetta. Ideali per chi cerca un’escursione, per il turismo naturalistico internazionale — in particolare tedesco, olandese e scandinavo — e per le famiglie in cerca di un’esperienza diversa a poca distanza da Roma.