La transumanza è il movimento stagionale di greggi e mandrie tra pascoli diversi, guidato da pastori che si spostano insieme agli animali lungo percorsi erbosi chiamati tratturi: d’estate verso i pascoli d’alta quota, d’inverno verso le pianure più temperate. È una pratica che affonda le radici nella preistoria e che, nel Lazio, ha plasmato per millenni il paesaggio dei Monti della Laga, del Cicolano e dell’intero Appennino centrale, creando un rapporto di equilibrio tra uomo, animali e ambiente che gli esperti considerano oggi un modello di sostenibilità.
L’11 dicembre 2019, riunito a Bogotà, il Comitato intergovernativo dell’UNESCO ha iscritto la Transumanza nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, accogliendo all’unanimità la candidatura presentata da Italia, Austria e Grecia. Il dossier italiano, coordinato dal Ministero delle politiche agricole, prese avvio proprio dal Lazio: la candidatura fu infatti lanciata da Amatrice, comune della provincia di Rieti già colpito dal devastante terremoto del 2016, come segno di rilancio e di orgoglio per un’identità rurale che il sisma non era riuscito a spezzare. Insieme ad Amatrice, il dossier indicava altre comunità simbolo della pratica in tutta Italia, dall’Abruzzo alla Puglia, dalla Campania al Trentino.
Il riconoscimento ha premiato non un singolo luogo, ma un gesto condiviso: il viaggio dei pastori insieme ai cani e ai cavalli, le soste nelle tradizionali “stazioni di posta” lungo il tratturo, la profonda conoscenza dell’ambiente e delle stagioni che generazioni di allevatori hanno accumulato nel tempo. Oggi la transumanza nel Lazio si concentra soprattutto nell’area del Cicolano e dei Monti della Laga, dove ogni estate le greggi salgono verso gli altipiani carsici come quello di Rascino, a oltre 1.100 metri di quota, per poi ridiscendere in autunno verso valle.
Fonte: Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO — unesco.it; Ministero delle politiche agricole (MASAF) — masaf.gov.it; ANSA; Coldiretti Lazio
Cosa vedere e vivere
| Festa dei Pastori del Lazio e Rassegna Ovina, Altopiano di Rascino: l’appuntamento più importante e longevo — oltre 50 edizioni — con l’arrivo del bestiame, la rievocazione dei riti agropastorali, il mercato dei prodotti tipici e le fattorie didattiche per famiglie. Si svolge ogni anno la prima domenica di agosto sull’altopiano di Fiamignano (RI), a 1.150 metri di quota. |
| L’Altopiano di Rascino: un paesaggio carsico d’alta quota, tra i più suggestivi del Lazio interno, dove i pascoli estivi mostrano ancora oggi il ritmo della transumanza anche fuori dai giorni di festa. |
| Amatrice e il territorio della Laga: il comune da cui è partita la candidatura UNESCO nel 2018, simbolo della resilienza delle comunità pastorali dell’Appennino dopo il terremoto del 2016. |
| I prodotti della transumanza: pecorini, ricotte e la tradizionale pastorizia ovina locale, spesso al centro delle sagre e delle fiere di settembre nei borghi del reatino. |
Come arrivare — Altopiano di Rascino (Fiamignano, RI)
- In auto: A24 Roma-L’Aquila, uscita Carsoli-Oricola oppure prosecuzione su SS via Salto, poi SP per Fiamignano e l’altopiano di Rascino (circa 1h45 da Roma). Consigliata l’auto: il sito non è raggiungibile comodamente con mezzi pubblici.
- Nei giorni della Festa: è generalmente prevista un’area parcheggio dedicata sull’altopiano; verificare le indicazioni diffuse da Coldiretti Lazio e dal Comune di Fiamignano in prossimità dell’evento.
Come arrivare — Amatrice
- In auto: A24 Roma-L’Aquila, uscita Torano-Avezzano-San Giovanni, poi SS4 Salaria in direzione Amatrice (circa 2h da Roma).